Ferrarese: “Ce la giochiamo con tutti.
Non vedo l’ora di rientrare…”

Continua la nostra serie di interviste per far conoscere meglio la nostra realtà sportiva; dopo un giocatore nato e cresciuto nelle nostre giovanili, è la volta di un giocatore di grande esperienza approdato quest’anno in Gialloblù proveniente dall’Intrepida: Stefano Ferrarese, un inizio scoppiettante e…qualche inconveniente.

Allora Stefano, hai avuto trascorsi importanti in categorie superiori alla Seconda! Cos’è che ti ha portato a scegliere il Borgo Trento?

E’ stato un insieme di cose: in primis direi l’amicizia con il Team Manager Manuel Caliari, che ha insistito tanto perché io venissi qui, e poi sicuramente anche il fatto di sapere che qui a Borgo Trento c’è un progetto fondato su sani principi, nonché un bell’ambiente che permette l’amalgamarsi dei giocatori giovani con quelli più esperti.

Siete partiti molto ma molto forte in campionato! Ti aspettavi un inizio così arrembante da parte di questa squadra?

Sinceramente no, infatti sono rimasto piacevolmente colpito. Le qualità della squadra sono buone ma è anche vero che abbiamo tanti giocatori che non hanno mai affrontato la Seconda Categoria, che potrebbe sembrare facile ma in realtà è molto tosta e combattuta.

Dopo c’è stato un leggero calo, ma sembrate comunque potervela giocare con tutte. Ti chiedo a cosa può puntare questa squadra, se alla semplice salvezza oppure a qualcosa di più secondo te…

Secondo me quello a cui dobbiamo puntare per il momento è fare un campionato tranquillo, anche se non si esclude la possibilità di guardare più in alto nel caso i risultati vadano

oltre le aspettative. La parola Play Off non si può ancora pronunciare, però chissà…

Sei già a quota 3 gol in campionato ma purtroppo la tua marcia è stata interrotta da un inconveniente contro il Ponte Crencano. Cos’è che ti ha portato a quella reazione?

Quello che hanno visto tutti e che tutti possono confermare, avversari compresi, è stata la reazione di un giocatore che viene espulso per qualcosa di assurdo. Inoltre ho visto reazioni molto più eclatanti della mia venire sanzionate con due o tre giornate, che ammetto che anche in questa circostanza ci sarebbero potute stare, ma cinque giornate sinceramente non le avevo mai viste prendere a nessuno.

     Riccardo Padovani