Tra confusione ed incertezza meglio la responsabilità: noi restiamo chiusi

Mentre qualcuno, legittimamente, ottiene visibilità mediatica con “fughe in avanti” e apre in modo controllato i cancelli dei propri impianti sportivi, Provincia e Coni danno un messaggio chiaro (ma in mezzo a tanta confusione): gli impianti rimangano chiusi.

 

Ciò nel caos, tanto, creato da DPCM, ordinanze regionali, poca capacità decisionale delle Federazioni, indicazioni sanitarie.

 

Nel mezzo le associazioni come la nostra, colpite dalla certa crisi economica, dall’assenza degli sponsor (la FIGC stima che una associazione su tre non ripartirà) ma soprattutto abbandonate da chi dovrebbe dar loro delle precise indicazioni tali da poter pianificare una ripresa che nemmeno sappiamo quando sarà, cercano comunque di progettare un futuro.

 

Ma gli interrogativi che ci poniamo, tanti, ad oggi sono:

  • le scuole non sanno come riaprire, gli asili, i centri estivi, nemmeno i bar: come possiamo pensare di prenderci la responsabilità di far ripartire uno sport di contatto?

  • gli impianti sportivi sono vetusti, obsoleti: chi avrà il coraggio di “stipare” una ventina di ragazzini in spogliatoi di 4 metri per 4?

  • chi si occuperà della indispensabile sanificazione? Andrà fatta tra un allenamento e l’altro? Chi sosterrà i relativi costi?

  • come andrà fatto il controllo sanitario ai ragazzi, le visite mediche?

Sono tanti gli interrogativi, troppi, e nelle nostre riunioni virtuali tra dirigenti e allenatori la nostra posizione, anche da padri di famiglia, è quella di far prevalere la prudenza, il rispetto delle regole, il senso di responsabilità.

 

La nostra Associazione vuol far tesoro di questa brutta esperienza che deve servire a far riemergere ancora di più nel calcio i veri valori, l’educazione attraverso lo sport, la semplicità, i rapporti veri, lasciando perdere la parte più diseducativa che negli ultimi decenni ha pervaso questo ambiente, fatto di “ragazzini rubati”, di ricerca del risultato prima dell’educazione sportiva, di dirigenti, allenatori (ma anche genitori) che hanno trasversalmente portato avanti una realtà distorta, certamente non sportiva.

Ecco, mentre abbiamo ripreso a fare l’unica attività che possiamo fare, la manutenzione dell’impianto, si rafforza in noi questa convinzione: che questa brutta avventura serva a noi ed ai ragazzi per ripartire in modo nuovo, più sano, più vero, è una grande opportunità per tutto il pianeta del calcio dilettantistico.

 

Se nulla sarà come prima, come oramai è d’uso dire, allora facciamo in modo che sia meglio.

 

Ci rivediamo sui campi verdi, quando si potrà.

 
 

Paolo Padovani

 

Presidente Pol. Borgo Trento